15.53 Il Parlamento del Kosovo,
riunito in seduta straordinaria, ha approvato la dichiarazione di indipendenza
dalla Serbia. I parlamentari hanno approvato per alzata di mano la proclamazione
di sovranità letta dal premier Thaci. La dichiarazione è stata poi firmata dalle
principali autorità del nuovo Stato: il presidente Sejdiu, il premier Thaci e il
presidente del Parlamento, Krasnici.
Si consideri che la maggioranza
albanese del popolo kosovaro è stata realizzata violentemente con invasioni,
deportazioni e massacri di serbi il che ha cambiato la geografia etnica della
regione in modo illegittimo e criminoso. Si aggiunga che il Kosovo è gestito da
trafficanti di droga armati e protetti da americani, israeliani e pachistani. Si
consideri che il cuneo kosovaro serve a dar corpo ai fantasmi dello “scontro di
civiltà” disegnato sulla falsariga delle teorie di Samuel Huntington e che ha lo
scopo di creare una frattura tra il fronte che gli Usa definiscono
giudeo-cristiano e quello cristiano-ortodosso, allontanando così l'Europa
Occidentale dalla Russia e polarizzando su basi di tensione una situazione cui
il partito atlantico guarda con perplessità e con timore. Si calcoli inoltre che
il Kosovo si trova geopoliticamente in posizione strategica nel contenzioso tra
i due oleodotti, quello russo-europeo del South Stream e quello mediorientale
voluto dal partito atlantico del Nabucco, contenzioso che riveste un'importanza
strategica di primissimo livello. Si aggiunga infine che il successore di Putin,
Medvedev, vuole intascare il successo di South Stream, ragion per cui è
disponibile al compromesso con Tel Aviv, Ankara e Washington su Pristina e che
la stessa Serbia, beneficiata da quest'oleodotto, è chiamata a venire a più miti
consigli. Tutto ciò spiega la nascita e il varo di questo focolaio di disordini
e di squilibri in Europa. Che, ovviamente, i portaborse dei camerieri dei
banchieri che ci rappresentano politicamente non hanno esitato a riconoscere con
tanto di riverenze e moine.
da noreporter.org
Il parlamento terrorista albano-kosovaro dichiara in modo
illegale e illegittimo l'indipendenza del Kosovo. L'Europa tace davanti
all'occupazione illegittima di uno dei suoi territori. Con il silenzio complice
dell'Unione Europe e delle Nazioni Unite e l'indifferenza dei mezzi di
comunicazione e degli organismi internazionali, ad eccezione della Russia di
Putin, il Parlamento del Kosovo, controllato dalle mafie albanesi-kosovare, ha
dichiarato la propria indipendenza unilateralmente, violando così la risoluzione
1244 adottata nel 1999 dopo la guerra e che riconosce al Kosovo una “autonomia
sostanziale” riaffermando, comunque, la sovranità di Belgrado sulla patria
storica e spirituale dei serbi.
In risposta a questo atto il Presidente russo ha chiesto
all'Onu, movendo al contempo forti critiche e rimproveri all'Unione Europea per
la sua passività, che siano rispettati i documenti e le risoluzioni che rendono
illegale l'atto illegittimo di appropriazione e rapina del Kosovo.
Da parte
sua il primo ministro serbo, Vojislav Kostunica, ha condannato con un messaggio
televisivo la creazione di questo “falso stato” accusando di questa manovra gli
Stati Uniti “disposti a violare l'ordine internazionale per i loro interessi
militari”. “Mai una verità è apparsa più chiara di come la Serbia sia stata
distrutta selvaggiamengte dalle bombe della Nato. Ma il popolo serbo non
smetterà mai di lottare per la propria libertà. Finché esisterà il popolo serbo
il kosovo sarà Serbia!”
Il comunicato non è stato privo di avvertimenti alla
UE che “ha abbassato la testa” e che sarà responsabile “di tutte le serie
conseguenze che la secessione kosovara implicherà”. Da parte sua il presidente
serbo, Boris Tadic, ha assicurato che “la Serbia farà tutto quel che le sarà
possibile per annullare l'arbitraria ed illegale indipendenza proclamata del
Kosovo, contraria ai più elementari principi del Diritto
Internazionale”.
Frattanto migliaia di albanesi hanno marciato in Kosovo, con
l'appoggio di centomila confratelli venuti appositamente dall'Albania e dalla
Macedonia che, sventolando bandiere albanesi e americane, hanno occupato il
sacro territorio degli antichi serbi.
Con quest'atto del governo terrorista
di Hashim Taci. appoggiato dagli Usa si completa il processo d'invasione del
Kosovo e di smembramento della Serbia iniziato da trent'anni. Anni di
aggressione contro la popolazione, la sovranità e il patrimonio culturale serbo;
un processo che portò al controllo da parte degli albanesi islamici invasori
delle strutture politiche del Kosovo; un potere raforzato dai bombardamenti
terroristi e dal terrore della pulizia etnica e degli omicidi operati dai
terroristi dell'Uck, sovvenzionati dal narcotraffico e dagli aiuti americani.
Questo sanguinario terrore ha spinto i civili serbi a fuggire a migliaia il
Kosovo e ha trasformato i serbi in una minoranza nel loro proprio
territorio.
Nel giorno in cui viene proclamata questa “inidpendenza”
resistono ancora in Kosovo centosessantamila serbi che sono riusciti a
sopravvivere alla pulizia etnica, che asserragliati nelle loro proprietà fanno
quadrato sul loro modo di vivere dando un esempio al mondo affinché nessuno
scordi che quella terra è Serbia.
Il capo religioso serbo nella regione, Artemije, vescovo
della Chiesa Ortodossa del Kosovo, ha lanciato un proclama ai compatrioti
chiedendo loro che resistano nei focolari e presso i pochi monasteri non ancora
profanati “malgrado quel che Dio permetta ai nostri nemici di fare”.
Tierra Y
Pubelo vuole in quest'occasione, di fronte a quello che considera un atto
illegittimo e illegale commesso sul suolo europeo che volge a distruggere una
delle nostre più antiche identità, esprimere la propria solidarietà con il
popolo serbo e specialmente con quelle migliaia di famiglie che, nel silenzio
indifferente dell'opinione pubblica e in quello complice delle strutture
europee, resistono difendendo i propri diritti, la loro identità e cultura di
fronte all'impunita aggressione operata da un'organizzazione di terroristi e
narcotrafficanti sostenuta dalle strutture mondialiste.
“Finché esisterà il
popolo serbo il kosovo sarà Serbia!”
da Terra y Pueblo